Promessa di matrimonio: regole e tempi da rispettare per sposarsi

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Cos’è e come funziona l’istituto giuridico più romantico di sempre, la promessa di matrimonio.  

Cos’è e come funziona l’istituto giuridico più romantico di sempre, la promessa di matrimonio.  
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La promessa di matrimonio viene spesso confusa con il giuramento matrimonio o con le frasi di matrimonio che gli sposi si scambiano prima di pronunciare il fatidico sì e che siamo abituati a vedere nei film. Non ha niente a che vedere neanche con gli auguri di matrimonio: in realtà si tratta propro di un concetto totalmente diverso.

Rappresenta infatti l’aspetto burocratico del matrimonio, un passaggio fondamentale che è necessario compiere per potersi sposare: vediamo di seguito in cosa consiste e come funziona nella pratica. 

Cos'è la promessa di matrimonio e a cosa serve 

La promessa di matrimonio è un istituto giuridico che in Italia è disciplinato dagli articoli del Codice Civile che vanno dal 79 all’81. Si tratta del momento in cui i due futuri sposi rendono manifesta per la prima volta:

  • la volontà di sposarsi attraverso una libera dichiarazione;
  • la volontà di voler effettuare le pubblicazioni davanti all’ufficiale dello stato civile del comune di residenza.

La promessa di matrimonio non deve essere presentata necessariamente da entrambi i fidanzati: può anche recarsi in Comune soltanto uno dei due, con delega da parte dell’altro. Si tratta di un passaggio obbligato sia nel caso di matrimonio in comune, sia in quello in cui si volesse celebrare un matrimonio religioso.

Fare la promessa di matrimonio: i documenti necessari 

I documenti da portare con sé sono i seguenti:

  • la carta d’identità di entrambi i coniugi;
  • il modulo di richiesta di pubblicazione di entrambi;
  • la richiesta di pubblicazione del parroco o del ministro di culto che celebrerà il matrimonio religioso;
  • il nulla osta al matrimonio nel caso di cittadini stranieri;
  • la copia della sentenza di divorzio, nel caso in cui si fosse divorziati da meno di 300 giorni;
  • la marca da bollo per le pubblicazioni, che dovrà essere doppia nel caso in cui si avesse la residenza in due Comuni diversi;
  • la marca da bollo per la legalizzazione, nel caso in cui si fosse cittadini stranieri;
  • la marca da bollo per eventuale richiesta di matrimonio in un altro Comune.

Seguirà una fase istruttoria da parte dell’ufficiale di stato civile, il quale effettuerà i controlli sulle dichiarazioni rilasciate dai futuri sposi e richiederà:

  • la copia integrale dell’atto di nascita;
  • la copia integrale di un eventuale precedente matrimonio contratto;
  • la copia integrale dell’atto di morte, per i vedovi;
  • il certificato per i non residenti nel comune.

Sarà quindi fissato un appuntamento durante il quale sarà letto il processo verbale di pubblicazione.

Quanto tempo prima si fa la promessa di matrimonio? 

In genere, per raccogliere tutti i documenti necessari per procedere con la promessa di matrimonio, due settimane sono più che sufficienti. Alle dichiarazioni seguirà l’affissione delle pubblicazioni per 8 giorni e la registrazione presso l’albo pretorio dell’amministrazione comunale.

Il galateo della promessa di matrimonio: come festeggiare? 

Da un punto di vista sociale e culturale, la promessa di matrimonio rappresenta quell’atto che ufficializza il passaggio da semplici fidanzati a futuri sposi. Si tratta di un momento importante per una coppia che sta progettando di costruire una vita insieme, che in passato coincideva con il gesto di chiedere la mano della figlia al padre e con la legittimazione da parte della famiglia a far contrarre le coppia di innamorati in matrimonio.

Per dare il giusto valore ancora oggi a questo giorno, si potrà organizzare un piccolo ricevimento, in compagnia dei familiari più stretti. Una cerimonia intima, senza gli sfarzi di quella ufficiale, nella quale si potranno poi vivere tutti i momenti della tradizione nuziale: dal lancio del bouquet al taglio della torta di matrimonio insieme, dalle damigelle al paggetto che porta gli anelli, dal “sì, lo voglio” all'emozionante “evviva gli sposi!”.

Foto apertura: belchonock - 123RF

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