Convivere a 20 anni: ecco gli errori da non fare

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Andiamo a convivere? Una mini guida per non fare la mossa sbagliata quando si è ancora troppo giovani.

Andiamo a convivere? Una mini guida per non fare la mossa sbagliata quando si è ancora troppo giovani.

Matrimonio o convivenza: cosa scegliere? Se i nostri genitori non si ponevamo minimamente questa domanda – il matrimonio non era una scelta obbligata, ma l’unica ponderata da chi ci ha preceduto nelle questioni affettive – la nostra generazione ha un rapporto diverso con l’obbligatorietà di certi temi. Così la convivenza in Italia è diventata la norma, non più appannaggio di “pochi stolti senza valori”.

Convivere a 20 anni: consigli utili

Capire quando convivere diventa – a volte – una questione di convenienza, soprattutto per le giovani coppie: spesso ci si ritrova a lavorare in una città molto cara (Milano è la regina degli affitti a prezzi esorbitanti), dove una stanza costa anche più di un bilocale condiviso. Ecco perché, sempre più spesso, giovani e giovanissimi scelgono di andare a vivere col il proprio partner: condividere le spese con la persona che si ama è considerato più vantaggioso del trovare una camera in un appartamento con dei perfetti sconosciuti. Non si tratta di un errore, ma di una scelta che forse viene compiuta con un bel po’ di leggerezza, legata sicuramente all’età. Come si fa ad affrontare bene una convivenza, nonostante i 20 anni?

Andare a convivere a 20 anni: keep calm and you can do it

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Se da un lato andare a convivere non è un vincolo dal punto di vista contrattuale, è senza dubbio un avvenimento che cambia la propria esistenza e le proprie abitudini di vita. Ci saranno momenti divertenti e altri meno piacevoli nei quali si dovrà tenere duro e andare alla ricerca di un compromesso. Si potrà scoprire di avere a che fare un uomo narciso o con una donna particolarmente irascibile, ma si potranno conoscere anche aspetti positivi del carattere dell’altro che non erano mai venuti fuori in precedenza.

Comunque vadano le cose, la convivenza è una tappa e non un traguardo. Per raggiungere l’obiettivo finale insieme, bisogna tenere conto di alcuni fattori:

  • Condividere gli spazi, specie se angusti, con un’altra persona è complicato. Preparatevi ad accettare il fatto che lui non comprenderà mai il motivo per il quale vi servano 40 paia di scarpe. Esistono comunque numerosissime soluzioni per ottimizzare gli spazi. Trovatele insieme, magari facendo un salto all’IKEA. Potrebbe anche essere divertente!
  • ci saranno momenti nei quali vi influenzerete a vicenda con la negatività. È normale che succeda, soprattutto se siete delle persone empatiche. Non lasciatevi abbattere quando accadrà e cercate di vedere sempre il lato positivo: in due si rema più velocemente, non si affonda;
  • una delle cose più importanti da mettere in pratica è quella di non rinunciare mai al proprio spazio personale. Va benissimo stare insieme e condividere, ma ciò non deve portare a escludere le altre persone dalle vostre vite o a monopolizzare il tempo del proprio convivente;
  • imparare a lasciare andare è sempre utile, specialmente quando i litigi sono così futili da non meritare malumore o dispendio di tempo ed energia;
  • potrà andare bene, ma potrà anche non funzionare. L’idea che potrebbe non essere “per sempre” è quella che, nella maggior parte dei casi, fa godere davvero i momenti insieme e le gioie che la convivenza può portare.

Convivenza in Italia: i diritti dei conviventi

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Qual è la situazione italiana in relazione ai diritti dei conviventi? I partner possono sottoscrivere un contratto di convivenza, ovvero una scrittura privata riconosciuta dalla legge italiana con la quale si dichiara la propria convivenza di fatto. Il documento deve essere sottoscritto da entrambi i partner e presentato poi all’anagrafe per la registrazione.

Detto questo, quali sono i diritti per chi sceglie la convivenza in Italia? Due persone che convivono:

  • Hanno gli stessi diritti spettanti al coniuge nei casi previsti dall'ordinamento penitenziario (art. 1 comma 38);
  • in caso di malattia e di ricovero, hanno diritto reciproco di visita, di assistenza, nonché di accesso alle informazioni personali, secondo le regole di organizzazione delle strutture ospedaliere o di assistenza pubbliche, private o convenzionate, previste per coniugi e i familiari (art.1 comma 39);
  • possono designare l'altro quale suo rappresentante con poteri pieni o limitati in caso di malattia che comporta incapacità di intendere e di volere, per le decisioni in materia di salute oppure, in caso di morte, per quanto riguarda la donazione degli organi, le modalità di trattamento del corpo e le celebrazioni funerarie (art. 1 commi 40 e 41);
  • hanno diritti inerenti alla casa di abitazione (art. 1 commi da 42 a 45), alla successione nel contratto di locazione della casa di comune residenza per il convivente di fatto in caso di morte del conduttore o di suo recesso dal contratto (art. 1 comma 44);
  • hanno diritto all’inserimento nelle graduatorie per l'assegnazione di alloggi di edilizia popolare, qualora l'appartenenza a un nucleo familiare costituisca titolo o causa preferenziale; (art. 1 comma 45);
  • hanno diritti nell'attività di impresa (art. 1 comma 46);
  • hanno diritto all’ampliamento delle facoltà riconosciute al convivente di fatto nell'ambito delle misure di protezione delle persone prive di autonomia (art. 1 commi 47 e 48);
  • in caso di decesso del convivente di fatto, derivante da fatto illecito di un terzo, nell'individuazione del danno risarcibile alla parte superstite godono dei medesimi criteri individuati per il risarcimento del danno al coniuge superstite (art. 1 comma 49).

Foto apertura: Ales Utouka © 123RF.com

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