Scomode ma belle: le 8 mise più masochiste della donna moderna

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"Chi bella vuole apparire, un poco deve soffrire", dice il vecchio detto. E, a quanto pare, nemmeno il progresso sociale ha relegato in soffitta veri e propri strumenti di tortura spacciati per abiti. Ecco quali sono.

Un vecchio adagio dice che "l'abito non fa il monaco". Ma nonostante nessuna di noi contraddice questa massima, siamo anche pronte ad ammettere che un paio di scarpe col tacco può fare la differenza davanti allo specchio - e per la nostra autostima.

Eppure i tacchi alti, così come corsetti, gonne, collant, possono essere delle vere e proprie armi di tortura. Siamo abituate a vedere le star perfettamente a proprio agio davanti all'obiettivo anche con indosso abiti impossibili.

Perché da secoli le donne sono costrette a soffrire, "se belle vogliono apparire"? Forse perché gli stilisti sono tutti maschi? Non è detto. Ecco le 10 mise più masochiste che indossiamo ancora oggi.

Tacchi

Kaspars Grinvalds © 123RF.com

Sono in cima alla lista nera di tutte le donne. Ognuna di noi ne ha almeno cinque paia nell'armadio, anche se poi si rifugia nella comoda e confortevole sneaker. Possederla è già abbastanza. Poi c'è quell'occasione, quel colloquio, quel matrimonio, e il tacco alto torna a far capolino e a diventare necessario. Peccato che alla fine della giornata i piedi, costretti nella tomaia aderente, sembrano due cotechini di capodanno.

Chi ha inventato i tacchi? Non è noto, ma a sdoganarli, a sorpresa, fu una donna. La prima a lanciare la moda fu Caterina de’ Medici, che per essere (letteralmente) all’altezza del suo sposo, il duca di Orleans e futuro re di Francia, usava tacchi alti 7 centimetri. La sovrana era piuttosto bassina, quindi il trucco serviva.

Oggi usiamo i tacchi per sentirci all'altezza delle situazioni, delle aspettative estetiche che (ancora) gravano sulla donna e, a volte, anche per cercare quel pizzico di autostima in più per affrontare le giornate. Ne vale la pena? A ognuna il suo verdetto.

Collant

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Pizzicano, si slabbrano, si sfilano, penzolano: stiamo parlando di quel moderno strumento di tortura chiamato collant. Certo, rispetto alle antiche calze da agganciare al reggicalze, rappresentano un importante passo avanti nel comfort femminile. Tuttavia restano ancora alcune criticità da risolvere.

Chi ha inventato i collant? Allan Gant sr negli Stati Uniti. Era il 1959. Nello stesso anno, la Glen Raven Mills Company ne iniziò la produzione di massa. Il boom avvenne con la diffusione delle minigonne (altro strumento di tortura, ma ci torneremo).

Usarli è una scelta. C'è chi - pur di evitare qualsiasi fastidio - li ha aboliti anche d'inverno. Per le più freddolose, i collant restano un valido alleato contro le temperature più rigide. E poco importa dei fastidi: almeno le gambe non diventano blu.

Autoreggenti

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Per uomini e donne le autoreggenti sono un simbolo di femminilità e soprattutto un incipit alla sensualità. Tuttavia, per chi le ha provate, non sono poi tutta questa comodità. È vero, non hanno elastici che stringono in vita, ma vogliamo parlare di quelle striscette di silicone che pizzicano, si arrotolano e ci stringono le gambe?

Chi ha inventato le autoreggenti? I primi esemplari fecero la loro comparsa solo nel 1987. Oggi sono diffusissime e, anche se la tecnologia dei filati è migliorata, sulla loro comodità c'è ancora tanto da fare.

Perizoma

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Come per le autoreggenti, nell'immaginario collettivo il perizoma non è un semplice indumento intimo. Per molti evoca sensualità, lascivia, lussuria. Per chi lo indossa può essere una tortura. A meno che non vi siate abituate, portare il perizoma per un giorno intero potrebbe provocare pizzicori, segnare la sua presenza sotto gli indumenti e, banalmente mandarvi al manicomio. Rispetto ai normali slip, può essere davvero fastidioso.

Chi ha inventato il perizoma? Pare che le origini di questo indumento risalgano alle epoche primitive, in cui gli uomini guerrieri avevano bisogno di qualcosa che riparasse i loro genitali. Fino ai primi anni del Novecento il perizoma rimase una prerogativa maschile. Solo nel 1939 fece la conoscenza delle donne, che iniziarono in dossarlo per spettacoli di burlesque. La prima fu Jennie Lee, che lo esibì in occasione della World's Fair per volere del sindaco di New York.

Negli anni 80 poi fu Cher, in particolare nel video di If I Could Turn Back Time, a rendere questa lingerie in formato mini parte integrante della cultura pop. Nessuno ci obbliga a indossarlo, è sempre una questione di stile. Ma che tortura!

Scollature

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Tra le cose che ci si aspetta nel look di una donna, c'è la scollatura. Non importa se fuori ci sono dieci gradi sottozero: valorizzare il decolleté diventa per molte un imperativo imposto dall'esterno. Sì, perché quando fa freddo ciò che si vuole è solo indossare un comodo dolcevita e stare al caldo.

Non possiamo certo parlare di un "inventore" della scollatura, ma queste si sono molto allargate con l'emancipazione femminile. Nei dipinti, le donne del passate appaiono piuttosto accollate, castigatissime: le grazie costrette in abiti pesanti erano riservate ai soli occhi coniugali.

La scollatura - come ogni elemento di stile - resta sempre e comunque una scelta stilistica. Sempre più donne vi rinunciano ad un primo appuntamento per puntare su umorismo e intelligenza. Una scommessa vinta? Come sempre, dipende dalla donna.

Gonne

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Sono bellissime, le gonne. Lunghe, corte, colorate, tinta unita, di tessuto caldo, leggere. Il problema delle gonne è che non stanno mai al loro posto e possono tradirti. Poi, casualmente, l'idea di indossarle ti coglie sempre quando avresti bisogno di una ceretta ed è troppo tardi per prenotarla. Inoltre, se fa freddo, non è che ti isolino proprio alla grande.

Le gonne sono sempre esistite nel guardaroba umano, sin dalle ere preistoriche probabilmente. Col passare del tempo sono solo diventate più complicate. Se in principio erano solo un pezzo di stoffa che doveva coprire le parti intime, con i secoli sono diventate delle vere e proprie costruzioni vaganti, costringendo le donne a trasportare pesantissimi gonnelloni, sorretti da scheletri complicatissimi costruiti con ossa di balena.

Oggi le normali gonne sono più corte e meno costrittive. Peccato che non siano capaci di restare da sole al loro posto. Spesso infatti, anche solo muovendosi e camminando, ci si ritrova la chiusura sul davanti. Snervante...

Bustino

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Il bustino non è qualcosa che siamo costrette a indossare, ma nel corso dei secoli ha torturato (e a volte anche fatto morire) moltissime donne. Veniva usato per conferire il cosiddetto "vitino di vespa" e oggi alcune fan di questo indumento hanno ripreso a indossarlo.

Chi ha inventato il bustino? Noto anche come corsetto, la prima a indossarlo fu ancora lei, Caterina de' Medici. Col tempo divenne un elemento necessario e insostituibile nel guardaroba femminile, pensato anche con intenti correttivi e per sostenere la spina dorsale.

Oggi il corsetto viene indossato dalle ballerine di burlesque, ispirate dalla magica Dita Von Teese. Ma la sua funzione fashion è cambiata: viene esibito e non nascosto sotto pensati vestati, spesso usato come arma di seduzione.

Abito da sposa

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E a proposito di cose da indossare ogni tanto, magari solo nel giorno del matrimonio, l'abito da sposa può diventare una vera e propria tortura. Non succede se hai scelto un modello scivolata, con gonna morbida e casacca. Ma se sei una fan del modello principesco o “meringoso”, be', quel giorno non sarà proprio una passeggiata andare in bagno.

L'abito da sposa con ampio gonnellone ha un peso specifico non indifferente, che la sposa deve portare addosso tutto il giorno. Va indossato con l'aiuto di almeno un paio di persone, le stese che assistono la fortunata quando ad esempio deve andare in bagno. Per fortuna però, se la scelta dello sposo è giusta, questa avventura di stile capita un solo giorno della vita. E sì, sono una tortura, ma quanto sono belli? 

Foto apertura: mustachegirl © 123RF.com

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