Il mondo della moda dopo la pandemia: le parole dell'attivista e giornalista Janice Deul

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Janice Deul, attivista e giornalista nel mondo della moda, esprime la sua visione sul futuro di questo settore: sosteniblità e inclusività sono le due parole chiave.

Janice Deul, olandese di origine surinamese, è un’attivista e scrittrice di moda con esperienza nel giornalismo. Attraverso la sua piattaforma “Diversity Rules”, i talk, i seminari, le conferenze e gli articoli editoriali, Janice sostiene la diversità nel mondo della moda.

L’attuale emergenza sanitaria ha inevitabilmente avuto un forte impatto anche su questo settore. Un momento in cui una ragione più importante del profitto, come la solidarietà umana, ha posto le basi per la diffusione di un nuovo modello di azienda, con uno scopo diverso. Sostenibiltà ambientale e inclusività: questi i due principali driver che dovrebbero guidare le decisioni e le azioni delle imprese anche nel mondo della moda.

I tempi sempre più rapidi della produzione che rincorrono la fast fashion e il surplus di materiali che finiscono nelle discariche sono ormai incompatibili con lo scenario di un mondo profondamente cambiato. Non si tratta di una tendenza, ma di un modo di agire e pensare su scala globale. Etica e ambiente devono incontrare l’abbigliamento, in modo tale che la fashion industry possa cambiare direzione, a partire dal disegno del progetto fino all’ultimo anello della catena di produzione, il confezionamento.

Di questo è ben consapevole Janice Deul che già da tempo guarda il mondo da una prospettiva diversa, quella della sostenibilità ambientale e della giustizia sociale.

Ma la battaglia più grande condotta dall’attivista e scrittrice di moda è quella per l’inclusività. Per più di quindici anni ha lavorato nel mondo dei Fashion Magazine, ha incontrato tante modelle e riscosso successo, senza però rendersi conto degli effetti che gli stereotipi imposti dalla società potessero avere sulle persone. È stato l’incontro con una giovane aspirante modella, rifiutata da un’agenzia per il colore della sua pelle, a farle aprire gli occhi.

L’industria del fashion, secondo Janice, ha fino ad oggi promosso un’immagine di sé non in linea con la realtà: innovazione, creatività e avanguardia non rientrano in un universo che non fa altro che accentuare le differenze dando vita a numerosi problemi a livello sociale, come ad esempio il body shaming. Come sostiene lei stessa, il mondo della moda dovrebbe essere contemporaneamente uno specchio, che riflette la società nella sua interezza e in cui tutti possono riconoscersi, e una finestra che offre una magnifica vista sulla varietà che il mondo ha da offrire.

Essere forti, rispettosi gli uni degli altri, dare il nostro contributo sociale in modo concreto e accettare la diversità: sono questi gli inviti a cui siamo stati chiamati a rispondere in questo momento storico. Il mondo post coronavirus ha cambiato improvvisamente i nostri orizzonti e sembra proprio che anche le case di moda dovranno lavorare diversamente per competere in uno scenario trasformato e rispondere a nuove esigenze.

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