Quale legna scegliere per il camino?

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Non tutto il legname è uguale. Innanzitutto, può essere forte o dolce. Inoltre, ogni essenza ha le sue caratteristiche. E poi non bisogna dimenticare la stagionatura. 

Sono tanti gli italiani che, in casa, hanno un camino, una stufa, un camino o un forno a legna. Questa tipologia di riscaldamento ha il pregio di essere particolarmente sostenibile dal punto di vista ambientale: non crea disboscamento (il sistema boschivo in Italia è quasi raddoppiato negli ultimi 50 anni), l’essicazione può essere realizzata in maniera naturale e, se la legna è locale, non si verifica inquinamento dovuto al trasporto.


Legna per il camino, il caminetto o la stufa: quale bisogna scegliere?

Sul mercato esistono varie essenze, cioè tipologie di legno, con diverse proprietà di combustione: ognuna di queste ha caratteristiche diverse, delle quali è opportuno tener conto in base alle proprie esigenze. E allora ecco una guida utile a capire quale legna scegliere per la casa. 


Legna per il camino: dolce

Il legname dolce è molto facile da accendere, ma brucia anche più rapidamente, generando una fiamma lunga. Risulta dunque ideale per scaldare forni a legna e creare la brace per il barbecue. Insomma, per cucinare: usata in un caminetto, determina infatti un notevole aumento del combustibile necessario. Inoltre, questi tipi di essenze creano più creosoto (catrame di carbone), per cui occorrerebbe pulire gli impianti di riscaldamento più spesso. La legna dolce deriva dalle conifere, dunque da alberi come abete, pino, larice, ma anche da pioppo, ontano, castagno e salice.


Legna per il camino: forte

Il legname forte (o duro) brucia invece più lentamente e con fiamme più corte. Caratterizzato da una maggiore densità, riesce dunque a produrre grande calore in rapporto al suo volume: si rivela perciò ideale per il riscaldamento domestico, in quanto garantisce una maggiore durevolezza nella combustione. Questo tipo di essenza proviene da alberi come rovere, noce, faggio, quercia, olmo, betulla e leccio.

Le caratteristiche dei diversi tipi di legna da ardere

Potere calorifico (quantità di calore sviluppata per ogni kg di legname bruciato) e durata della combustione. Sono questi i due parametri principali su cui dovrebbe basarsi la scelta della legna da ardere: combinandoli, l’essenza migliore è quella di quercia. Ma ci sono poi altri fattori da considerare: produzione di scintille e fumi, facilità di taglio, manutenzione, aromi. E ogni essenza ha caratteristiche peculiari. Il faggio, ad esempio, non scoppietta, la resina presente nel legno di frassino favorisce la formazione di scintille, la betulla crea fiamme bluastre.

Ma c'è un altro aspetto a cui fare attenzione quando si sceglie la legna per il camino: la stagionatura. La legna appena tagliata contiene fino al 75% di umidità. Ma per avere una resa del calore soddisfacente, il legname deve essere asciutto: per raggiungere 15/20% di umidità, considerato ideale, è necessaria una stagionatura di almeno 18 mesi, meglio ancora 24.  

Foto delcreations © 123RF.com

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