Fare le casalinghe oggi: un lavoro o un lusso?

Pulire, cucinare, lavare, stirare, aiutare i figli con i compiti. Le 'Desperate Housewives' italiane meriterebbero uno stipendio di almeno 3mila euro. E invece fanno tutto gratis.

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In Italia ci sono sette milioni di casalinghe. Un grande esercito di donne che ogni giorno svolge compiti impegnativi, tra cura della casa e dei figli, mansioni che lo rendono un lavoro a tutti gli effetti. Usurante, come tutte le professioni, visto che una routine domestica sovraccarica di lavoro si traduce in molti casi in ansia e depressione.

Ma anche pericoloso, se si considera che l’8,2% delle casalinghe è coinvolto in incidenti domestici. Insomma, se c’è chi, con una discreta dose di superficialità, percepisce come un lusso l’essere casalinga (per la serie: “Beata te che stai a casa”), la realtà è ben diversa. Soprattutto se si pensa che nemmeno percepiscono nulla, nonostante si tratti di un mestiere come tutti gli altri.

Il mestiere della casalinga: dagli anni '50 a oggi

Quello della casalinga è un lavoro in tutto e per tutto. Cerchiamo di capire perché le donne hanno scelto, prima, e scelgono, ora, di fare le casalinghe e i motivi per cui meriterebbero uno stipendio.

La brava casalinga degli anni '50

Le casalinghe Anni 50, nell’immaginario collettivo, non soffrivano di ansia e depressione. Anzi! Erano casalinghe straordinariamente felici perché facevano quello che era normale facessero nel loro presunto Eden domestico, secondo i rigidi canoni che imponeva la società dell’epoca: pulire casa, fare la spesa, occuparsi dei figli (che erano più di oggi).

Se servisse conferma, basta osservare la rappresentazione iconografica della casalinga nelle pubblicità sessiste dell’epoca: donna oggetto, relegata al ruolo di domestica. Nel frattempo, l’uomo lavorava. E loro non avevano scelta. Ma magari avrebbero voluto averla.

Le nuove casalinghe "per scelta"

Oggi, invece, sono sempre di più le donne che scelgono di essere casalinghe. Hanno tra i 25 e i 50 anni, spesso con una carriera alle spalle o impegnate, a tempo pieno o part-time, con il telelavoro o con lo smart working. Tante sono neomamme o, comunque, madri che hanno scelto di rimanere a casa anche dopo la maternità.

Perché scegliere il lavoro da casalinga

Tante mamme scelgono di diventare casalinghe non solo per la volontà di occuparsi in prima persona dei figli, ma perché si rendono conto che il loro stipendio basterebbe appena per pagare babysitter e asilo nido. Altre donne preferiscono essere casalinghe felici anziché lavoratrici insoddisfatte dalle inesistenti prospettive di carriera e/o dal salario non adeguato alla propria qualifica.

Foto: ArtsyBee - pixabay.com

Le casalinghe meritano uno stipendio: ecco perché

Pulire, cucinare, lavare, stirare, accompagnare i bambini a scuola, aiutarli con i compiti. E tanto altro. Secondo alcune ricerche, le casalinghe lavorano in media 49 ore a settimana, in pratica sette ore al giorno, compresi quelli festivi. Sommando le retribuzioni medie dei vari profili professionali incarnati dalle casalinghe (cuoca, autista, maestra, colf), si ottiene una cifra di poco superiore a 3mila euro. Sarebbe questo il giusto stipendio di una casalinga. E ci sono anche studi che si sono ‘spinti’ fino a 7mila.

Pensione casalinghe: come ottenerla

Dato l’elevato valore sociale ed economico, nel 1995 la Corte Costituzionale ha riconosciuto che essere casalinga è un’attività lavorativa a tutti gli effetti. Ma è possibile ottenere una pensione senza contributi? In un certo senso sì, grazie al ‘Fondo di previdenza per le persone che svolgono lavori di cura non retribuiti derivanti da responsabilità familiari’, istituito nel 1997: la casalinga sceglie quanto e quando versare all’Inps, per assicurarsi poi la pensione, con i contributi deducibili al 100% dal reddito familiare.

Casalinghe felici: le storie

Altro che disperata… essere una casalinga felice è possibile, come testimoniano le storie di Martina e Nadia. La prima, 42 anni, originaria di Piacenza, vive dai tempi dell’università a Milano, città che ama e dove ha deciso di crescere i suoi figli.

«Dopo la nascita di Luca, il primogenito, sono tornata a lavorare appena ne ho avuto la possibilità. Come tantissime mamme, mi sono affidata ad asilo nido e babysitter. A un certo punto mi sono accorta che non mi ero ‘goduta’ i primi anni di mio figlio. Quando è nato Christian, il secondo, ho dato le dimissioni e ho iniziato a lavorare come grafica freelance da casa, visto che ne avevo la possibilità. Sono passati sette anni e non mi sono mai pentita. Anzi: nel frattempo è arrivata anche Maria!».

La 39enne Nadia ha invece salutato Roma, la sua città, per andare a vivere insieme al compagno ad Ariccia. «Ero molto stressata, lavoravo tanto ma senza vere prospettive. Aurelio (il compagno, ndr) ha deciso di ristrutturare una proprietà di famiglia e di farne un bed and breakfast. Per qualche tempo abbiamo fatto dei sacrifici e adesso le cose stanno andando bene. Mi piace fare la casalinga e non mi annoio mai, anche perché con due gemelli c’è davvero tanto da fare. Tra qualche anno, chissà, potrei anche ricominciare a lavorare, ma per adesso non ci penso proprio».

Foto apertura: PaoloPagani - 123.RF

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