Da Ikea a Lonely Planet: quando anche i grandi brand dicono #iorestoacasa

Gli appelli a non uscire delle aziende che hanno lanciato campagne di comunicazione a tema-Coronavirus.

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Bei tempi quando le campagne di comunicazione delle aziende dovevano preoccuparsi solo di pubblicizzare un prodotto. E non del Coronavirus. Non tutto il male viene per nuocere, però: se è vero che l’emergenza aguzza l’ingegno, questo è valido anche per le campagne pubblicitarie. Eccone alcune, davvero riuscite, a tema #iorestoacasa.

Ceres


Sulla pagina ufficiale Facebook, Ceres ha pubblicato tre distinti post, con altrettanti consigli riguardanti la prevenzione e relativi “come se” a tema-birra: «Stiamo distanti. Come se ogni persona volesse allungare il braccio e rubarci una birra», «Laviamoci le mani. Come se prendendo la birra dal frigo avessimo toccato il mezzo limone marcio» e «Stiamo a casa. Come se fuori ci aspettasse Pasquale il barista a cui dobbiamo dei soldi».

Ikea

Scritte bianche su fondo giallo, figura blu di una casa con all’interno un cuore: «Lavorare in pigiama, riordinare i pensieri, godersi pranzi in famiglia e maratone tv. Ripartiamo da casa». È in questo modo che sul suo sito Ikea prova a tirare l’acqua al suo mulino, diciamo così, invitando gli italiani a riorganizzare le proprie abitazioni, ovviamente con prodotti ‘made in Sweden’: «Passando più tempo in casa, perché non pensare a come migliorarne l’organizzazione? Riordina ogni spazio, rendilo più funzionale, creativo, pratico. Così finalmente potrai trovare tutto subito. Anche l’ispirazione».

Lonely Planet

Davvero geniale la campagna di comunicazione di Lonely Planet, che in questo periodo di emergenza trasforma ‘Casa’ in una destinazione da sogno: «Arrampicatevi sulle Divano Mountains, tuffatevi nell’impetuosa Doccia Gelata e provate lo street food di Quelcherestainfrigo. È ora di godervi un luogo magico come non avete mai fatto prima: è ora di stare a casa». Chi l’avrebbe mai detto che Lonely Planet avrebbe sponsorizzato una staycation?

Skipper Zuegg

Sulla propria pagina Facebook, Zueg pubblicizza così il suo succo Skipper: «Sono giorni strani, almeno possiamo fare merenda insieme». Ma anche colazione, pranzo, cena e spuntino di mezzanotte. Con o senza succo.

Bonus: Iginio Massari

Inseriamo anche un bonus, rappresentato dal pasticciere Iginio Massari, che si è reso protagonista di un bellissimo gesto: «Non riteniamo bastevole la chiusura dei locali. La doverosa tutela delle persone passa soprattutto attraverso la generosità. Per questo ci siamo sentiti in obbligo di donare tre ventilatori per la Rianimazione agli Spedali Civili di Brescia per l'emergenza del coronavirus. Aiutateci a sostenere questa iniziativa, adesso tocca a voi!», ha scritto su Facebook, rimandando alla raccolta fondi dell'Associazione La Zebra Onlus.

Malus: Il supermercato belga Delhaize

Dopo il bonus, il malus. Decisamente meno indovinata la promozione lanciata in Belgio dal supermercato Delhaize: per ogni due Corona acquistate, una Mort Subite (‘Morte Immediata’, è una birra belga) in omaggio. «È il vaccino del momento», recita il cartello sullo scaffale. Magari bastasse bere un paio di birre…

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