Miele di melata: qual è la differenza con il miele di nettare?

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Meno dolce di quello di nettare, il miele di melata è un alimento prezioso e particolare, in quanto prodotto a partire da quello che può essere considerato uno “scarto”.

Noto anche come miele di bosco, è ricco di benefici ed interessanti qualità che vale la pena approfondire anche da parte di chi non sia un esperto di apicoltura. Voglia di scoprirne di più?

Miele di melata, cos'è?

Le tecniche di produzione del miele sono molteplici, ma sul fatto che quello di melata sia il ricavato di un attento lavoro effettuato delle api non si discute. Queste ultime, però, non sono i soli insetti ad essere coinvolti nella sua realizzazione.

La particolarità del prodotto, infatti, sta nell’impiego della melata - ”scarto” di alcuni piccoli insetti (tra i quali anche le formiche) – che viene intercettata e prelevata dalle api per la successiva produzione del miele.

Lungi dall’essere un rifiuto, la melata è una sostanza zuccherina – ricca di sali minerali e zuccheri, appunto - secreta dagli animaletti che abitano il bosco.

Miele di melata, proprietà nutrizionali e benefici

Tra le proprietà nutrizionali del miele di melata ci sono il contenuto di sali minerali e oligominerali, che lo rendono un alimento caro agli sportivi. Caratterizzato da proprietà antibatteriche ed antisettiche, se ne consiglia l’uso in caso di mal di gola e tosse (chi non conosce il latte caldo con miele, caro e vecchio rimedio della nonna per alleviarne i sintomi?).

Dato il minore contenuto di zuccheri, tale tipologia di miele – grazie al minor impatto glicemico – è indicato per i diabetici. Le calorie del miele di melata si aggirano sulle 300 per 100 gr di prodotto.

Foto: jirkaejc © 123RF.com

Miele di melata e di nettare: quali sono le differenze?

Se vi state chiedendo quale sia la differenza tra miele di melata e di nettare, ecco svelato l’arcano. Se le api si nutrono comunemente del nettare ricavato da fiori e piante nettarifere, quando non hanno a disposizione queste ultime (pensate ai boschi, dove è raro imbattersi nei fiori), ricavano il proprio nutrimento dalla melata la quale, contrariamente a quanto si possa pensare, è ricca di preziose sostanze nutritive.

La differenza tra i due, quindi, sta innanzitutto nella materia prima utilizzata dalle api, ma non solo: si evince subito anche dal sapore. Il miele di melata, come accennato, è meno dolce in quanto meno ricco di glucosio, fruttosio e saccarosio, ed è caratterizzato da un retrogusto quasi amarognolo.

Il miele di nettare - del quale esistono diverse varietà in base al tipo di pianta/fiore - è sicuramente più dolce e gradevole al palato: le calorie, invece, si equivalgono.

Foto apertura: Alicja Neumiler © 123RF.com

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