Papà e figlia: perché è un rapporto speciale

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Un legame speciale, caratterizzato da rispetto reciproco, sostegno incondizionato e crescita: ecco quali fasi attraversa.

Un legame speciale, caratterizzato da rispetto reciproco, sostegno incondizionato e crescita: ecco quali fasi attraversa.

La mamma è sicuramente una figura fondamentale nella vita di una bambina, ma anche il papà svolge un ruolo importantissimo non solo a livello affettivo, ma anche educativo, formativo e spirituale. In particolare, il rapporto tra papà e figlia femmina.

Da sempre oggetto di "studio" e attenzione da parte degli esperti, il rapporto tra i papà e le figlie femmine è sempre speciale, e incide moltissimo sullo sviluppo soprattutto nei primi anni di vita, fra i 3 e i 9 anni, influendo anche nel modo in cui le bambine vivranno i rapporto nella vita adulta, in particolare per quanto riguarda le relazioni e i rapporti d’amore.

Cosa rappresenta il papà per una figlia femmina

Per una figlia femmina, il papà rappresenta non soltanto un punto di riferimento affettivo, ma anche un mentore e un protettore, incarnazione della figura maschile nel mondo. Un rapporto molto profondo fatto di ammirazione, complicità e supporto che spesso segna il modo in cui la bambina, da grande, affronterà e modellerà i rapporti con le figure maschili. Non è un caso, dunque, che un padre presente (senza eccedere), disponibile e pronto al confronto e all’arricchimento aiuti a plasmare il carattere di una figlia femmina fornendole gli strumenti utili per affrontare il mondo, e le relazioni interpersonali, nella maniera migliore.

La fase della crescita

La fase della crescita è indiscutibilmente condizionata dal rapporto tra padre e figlia: nel tentativo di studiare la psicologia del rapporto padre figlia, balza agli occhi che si tratta di un periodo in cui si cementa, cresce e getta le basi per il futuro, e in cui un padre può incidere in maniera significativa sul carattere e lo sviluppo della figlia insegnandole nozioni importantissime non soltanto dal punto di vista pratico, ma anche emotivo.

La presenza del papà nell’età che va dagli 8 ai 12 anni riveste quindi un’importanza cruciale, e si concretizza in momenti di gioco e di insegnamento, di tenerezza e anche di rimproveri costruttivi, nel caso in cui si rendano necessari. Tutto concorre a far sì che la bambina sviluppi la giusta dose di autostima e si senta amata, rispettata e in grado di raggiungere gli obiettivi.

L'età dell'adolescenza

L’età dell’adolescenza è sicuramente quella più complessa e delicata, una fase in cui il rapporto tra padre e figlia attraversa un profondo cambiamento e in cui non è escluso che possa insorgere un pizzico di ostilità legata alla voglia della figlia di evolversi, maturare ed essere indipendente, e la spinta del padre a tutelarla e a trattarla ancora come la sua bambina, l'amore di papà.

Ciò non significa che le mura di casa debbano trasformarmi in un campo di battaglia, e che l’intesa conquistata durante la crescita debba andare persa. La cosa fondamentale è rispettare la privacy dell’adolescente, ascoltarla, aprire canali di comunicazione e cercare di esprime eventuali critiche o rimproveri in maniera costruttiva, senza farla sentire attaccata o giudicata in un periodo in cui ormoni e nuove sensazioni danno l’assalto ai sensi.

Allo stesso tempo è importante garantire all’adolescente supporto incondizionato, e farle capire chiaramente che la casa, e le braccia di papà, restano sempre un porto sicuro in cui tornare: conversazioni e modi di approcciarsi fisicamente cambiano (dialoghi più maturi, meno contatto fisico), ma rispetto, vicinanza e comprensione restano le basi del rapporto, che può subire scossoni ma restare comunque ben saldo.

Attenzione dunque a battute su aspetto fisico, cotte e primi amori: potrebbero essere presi nel verso sbagliato, e allontanare l’adolescente facendogli erroneamente pensare di non essere compreso e dunque accettato.

I primi amori

Difficile, anche per il papà più comprensivo, accettare il fatto che la propria bambina sia pronta a innamorarsi. Avere una figlia femmina, nel periodo dei primi amori, per un padre può essere più difficile che coltivare il rapporto con un figlio maschio. Continue sfuriate o divieti eccessivi, però, non fanno altro che rendere il clima ancora più teso e allontanare l’adolescente. Il rapporto tra padre e figlia deve, in questa fase, evolvere: alla figlia vanno garantiti privacy e spazi personali, ma attraverso il dialogo vanno comunque instaurati limiti da non superare, per farla sentire libera, ma comunque sempre amata e per questo sorvegliata con rispetto.

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