Dal marchese al barone rosso: tutti i modi per dire mestruazioni

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Ogni donna, ad ogni latitudine, dopo il primo ciclo mestruale impara a camuffare lo stato fisico dietro modi di dire e nomignoli a volte decisamente comici. Ecco le espressioni più comuni.

Parlare di ciclo mestruale è per molti ancora fonte di imbarazzo. Anche solo pronunciando in pubblico la parola “mestruazioni” sembra di aver infranto un sacro tabù, una specie di legge non scritta.

Nel corso dei secoli le donne di tutto il mondo hanno inventato modi diversi per dire mestruazioni, nomignoli per indicare in modo quasi universale l'arrivo del ciclo. Questi cambiano anche a seconda delle latitudini: mentre alcune donne tirano in ballo la Luna, quelle australiane fanno riferimento agli imbianchini.

Tutti i modi per dire mestruazioni

Scopriamo quali sono i modi di dire più curiosi e i nomi simpatici per il ciclo che permettono di evitare di pronunciare la parola “mestruazioni” anche se, bisogna sempre ricordarlo, non c'è nessun male nel pronunciare questa parola, anzi.

11. Diventare signorina: quando arriva il ciclo per la prima volta

Ad esempio, quando arriva il ciclo per la prima volta, tutte le donne della famiglia corrono da voi e in maniera sorniona pronunciano la famigerata frase “Auguri! Sei diventata signorina”. Con il primo ciclo mestruale il passaggio dall’età fanciullesca all’adolescenza è ormai realtà. Da lì a sentirvi chiamare signore è un attimo.


10. Avere le regole

“Avere le regole” è un modo molto dalle signore per definire il proprio ciclo. Con questa espressione si vuol far riferimento alla regolarità del ciclo mestruale, con tutti i suoi dolori e sbalzi di umore.


9. Quando è arrivato il ciclo... È arrivata la zia!

Certo, paragonare le mestruazioni alla visita di un parente insopportabile definisce bene tutto il disagio che può provocare questo evento. Le varianti di questa espressione sono moltplici: si va da “lo zio dall’America” o “dall’Argentina” per arrivare a visite di amici di famiglia poco sopportabili.


8. Le giubbe rosse, ovvero le mestruazioni

Con il termine "giubbe rosse" ci si riferisce all'uniforme dei soldati dell'esercito britannico tra il XVII e il XX secolo: le loro giacche erano di un bel rosso e venivano indossate dai reggimenti di fanteria e cavalleria. L'arrivo delle giubbe rosse paragona le mestruazioni all'esercito inglese, ugualmente distruttive.


7. E' arrivato il barone rosso

Manfred Albrecht von Richthofen è stato un aviatore e ufficiale tedesco vissuto tra la fine dell'Ottocento e l'inizio del Novecento. Morto a soli 26 anni, era conosciuto con diversi soprannomi tra cui "l'asso degli assi" (a causa del suo innato talento per l'aviazione) e "Der Rote Baron", cioè Il Barone Rosso. Quest'ultimo era dovuto alla sua bravura nel cielo e al colore del suo triplano, tanto caro alle donne che lo celebrano (involontariamente) ogni mese.

Foto Dean Drobot © 123RF.com

6. È arrivato il marchese

Forse è il modo di dire più celebre: le mestruazioni vegono paragonate a  all’arrivo di un marchese. L'etimologia del modo di dire è molto semplice, per quanto creativa. I marchesi, infatti, erano soliti indossare delle palandrane rosso vivo per distinguersi dal popolo e rendere evidente il loro rango nobile. 


5. Ho le mestruazioni, quindi "ho le mie cose"

Per le più pudiche, il ciclo viene paragonato a qualcosa di davvero molto intimo e personale, una “cosa” di proprietà esclusiva. Dire “ho le mie cose” vi autorizza a chiudervi in voi stesse per i giorni necessari a far passare “quei fastidiosi giorni”.


4. Le mestruazioni sono il Mar Rosso

Paragonare le mestruazioni ad un’onda del Mar Rosso non è un modo per far riferimento alla potenza del fenomeno, quanto all'abbondanza e al tipico colore del flusso. Tuttavia enfatizzare l’idea dell’abbondanza non sempre è una scelta di buon gusto.


3. Essere indisposte

Come le nostre nonne ci hanno insegnato, in quei giorni qualsiasi attività domestica dovrebbe essere interdetta. Alcune credenze popolari arrivate sino a noi narrano di focacce non lievitate e altri “disastri” culinari provocati proprio dalla presenza in cucina di una donna con le mestruazioni. Dichiararsi “indisposte” è un modo rapido ed efficace anche per – al bisogno – scansare le faccende domestiche.


2. Il tempo della Luna

Si pensa che la Luna regoli anche l'arrivo delle mestruazioni: per questo “quei giorni” possono essere indicati anche con il modo di dire “il tempo della luna”, un'espressione ripresa in diverse lingue del mondo, in particolare in Nigeria e Giappone. I cinesi ad esempio chiamano le mestruazioni, “l'acqua della luna”.


1. Lo squalo

Quando siete troppo nervose, irascibili e perfino antipatiche grazie al ciclo mestruale, ecco che pian piano ci si trasforma in creature irascibili e spesso anche affamate come gli amici pinnati.

Per completezza ecco alcuni curiosi e unici modi di dire usati in altri Paesi del mondo per indicare le mestruazioni. Le australiane dicono di avere “gli imbianchini in casa”, mentre gli americani tirano in ballo “zia Martha” o “zia Rosie”. Nella tradizione ceca viene chiamato “fenomeno delle fragole”, mentre i finlandesi chiamano questo momento del mese “le giornate del mirtillo rosso”.

Oltre a far riferimento all'acqua della luna, i cinesi sostituiscono all'espressione “ciclo mestruale” quelle di “piccola sorella rossa” o “generale che bussa alla porta”. La più simpatica è sicuramente l’espressione portoricana: non è raro sentire le donne chiedersi tra di loro “ti ha già cantato il gallo?”.

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