Millennials: Sinéad Burke, la piccola attivista con idee extra large

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Sinéad Burke è alta solo 105,5 centimetri, ma emana carisma da ogni millimetro del suo corpo. L'influencer irlandese, simbolo dell'attivismo Millennial, si batte per l'adaptive fashion.

Accademica, modella, influencer, attivista: accanto al nome di Sinéad Burke si possono mettere molte etichette. Nonostante la sua esigua statura - è alta solo 105,5 centimetri - e la sua giovane età - ha solo 27 anni - è rapidamente diventata una delle Millennial più autorevoli d'Irlanda e del mondo.

Tra le attività di Sinéad Burke c'è l'essere un'accademica del Trinity College di Dublino, titolo che - insieme al suo carisma - l'ha resa una delle influencer più importanti del suo Paese, proiettandola anche verso il mondo del giornalismo radiofonico.

Ha iniziato a impegnarsi come attivista con la fondazione dell'Inclusive Fashion and Design Collective. Questo progetto ha come obietto il finanziamento di progetti di design per i disabili. Una delle sue battaglie riguarda proprio l'adaptive fashion, un concetto di moda che valorizza le minoranze fisiche, di cui lei, fiera, rivendica l'appartenenza. In un'intervista a Marie Claire, Sinéad ha dichiarato: «Io rappresento tutte le minoranze escluse dall’industria del lusso».

Foto: Facebook

La sua altezza è determinata dall'acondroplasia, malattia genetica nota come nanismo, che Sinéad ha ereditato da suo padre. I suoi fratelli e la sua mamma infatti sono di altezza media. Ciò non le ha impedito di posare sulla copertina di The Business of Fashion, ritratta da Tim Walker. Per inciso, lei odia la parola "nano": preferisce "little person", persone piccole. È riuscita a far introdurre nel dizionario Inglese-Irlandese la traduzione in gaelico di "little person": "duine beag".

«Il linguaggio modifica il pensiero, dà forma ai sentimenti - dice Sinéad - Sostituire “nani” con “piccole persone” a qualcuno può sembrare ridondante, ma è alle prossime generazioni che guardo con attenzione. Esprimersi con rispetto è già una forma di rispetto».

Nel 2017 Obama l'ha invitata alla Casa Bianca nell'ultimo mese della sua amministrazione, per il lancio della campagna #designforall. Poi ha tenuto un intervento al Ted di New York a marzo. Titolo: Perché il design dovrebbe includere tutti. Da lì hanno iniziato a chiamarla tutti, da Oprah a Joe Biden.

sinead burke

Foto: Facebook

Infine, c'è stata la lectio magistralis a Davos, per il World Economic Forum. Perché Sinéad è la portavoce di tutti coloro che non vogliono più subire le proposte tristi e sempre uguali, senza variazioni, offerte dal mondo della moda. Il suo messaggio è stato recepito da Tommy Hilfiger e Burberry, che hanno iniziato a disegnare dei vestiti per lei.

Perché l'Adaptive Fashion non è solo una scelta etica: è anche un business. Investire in questo segmento di mercato significherebbe creare occupazione, fare ricerche su nuovi materiali, coinvolgere e valorizzare nuovi talenti.

Ad esempio, parlando di nicchie, Sinéad vede negli anziani (classe demografica di cui l'Italia è ricca) una fetta di mercato a cui nessuno sta facendo attenzione. Essere eleganti anche a 80 anni è un diritto, ma anche una sfida. «È la moda a doversi adattare ai consumatori, mai il contrario», sottolinea indicando in Donatella Versace la mente adatta a questa impresa.

Foto: LaPresse

Sinéad Burke non si definisce una femminista: trova il termine "riduttivo". Prima di tutto perché le differenze tra le persone vanno salvaguardate e le persone sono tutti, uomini, donne, transessuali, intersessuali, asessuali, demisessuali - chiunque. Il secondo è perché bisogna uscire dall'idea che gli uomini e le donne siano nemici. Essere più felici è - secondo Sinéad - un obiettivo su cui lavorare insieme.

Foto d'apertura: Facebook

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