Luca Marinelli: «C'è un po' di Martin Eden in ognuno di noi»

Notizia Notizia

Il nuovo film di Pietro Marcello con protagonista Luca Marinelli racconta la storia di un marinaio ignorante col sogno di diventare scrittore e conquista Venezia.

«Dopo aver visto Bella e perduta tra le lacrime ho pensato "Fa che mi chiami, fa che mi chiami questo regista". E alla fine, mi ha chiamato. Immaginate la mia felicità in quel momento...».

Luca Marinelli e i suoi occhi grandi e magnetici ci accompagnano attraverso il mare del '900 in Martin Eden, nuovo lavoro di Pietro Marcello presentato in anteprima al Festival di Venezia (dal 4 settembre nelle sale italiane).

Tutto è cominciato da un libro. Dal romanzo del primo grande scrittore di massa e grande attivista socialista Jack London, a cui il film è liberamente ispirato e da cui prende il titolo: «Quella di Martin Eden è anche la storia di London, un autore che crede di usare l'industria culturale, ma alla fine è l'industria che usa lui», commenta il co-sceneggiatore Maurizio Braucci.

La parabola ascendente e discendente del marinaio col sogno di diventare scrittore, che entra in contatto con una famiglia aristocratica, si innamora della loro figlia, Elena, e da lei riceve la prima spinta verso il riscatto, viene trasposta da San Francisco a Napoli: «Perché Napoli è una città tollerante, una città che ti abbraccia, che ti accoglie, come tutte le città di mare», – spiega il regista campano.

Martin si innamora della cultura e della bellezza e inizia a nutrirsene, ingordo, in maniera compulsiva ... preso da una smania incontrollabile che lo muove verso la scoperta del mondo. E trova nella conoscenza uno strumento di emancipazione che gli permette di fare la sua scalata sociale. «Ma arrivato in cima alla montagna  – continua Marinelli – trova qualcosa che non lo attira più, non lo soddisfa più, che lo delude».

C'è un po' di Martin Eden in ognuno di noi, in fondo. La sua è una storia universale. La storia di tutti coloro che hanno un obiettivo da raggiungere e incontrano degli ostacoli che possono far a volte perdere la speranza. È la storia di tutti quei poveri e "ignoranti" (tanti) che si sono riscattati attraverso la cultura. Che dal basso sono saliti verso l'"alto" con quella capacità di parlare all'uomo comune così come all'intellettuale che solo chi parte dal basso padroneggia appieno. È la storia di Luciano De Crescenzo, la storia di Albert Camus, la storia di Amedeo Modigliani.

«Il libro di London parlava con me, parlava con noi. E ci guidava nella stesura della sceneggiatura. – racconta Luca Marinelli - Per interpretare Martin ho dovuto fare un grosso lavoro sul corpo ... Eden è un personaggio forte, prestante. E anche un lavoro sulla lingua, il napoletano, che è una lingua a tutti gli effetti».

Martin Eden è un film da vedere. Un film da far vedere. Da far vedere in particolare ai giovani. Un film da portare nelle scuole, nelle periferie, nei quartieri più malfamati, in tutti quei luoghi che hanno bisogno di un'iniezione di speranza. Perchè Martin Eden è un film che dà speranza. Dimostra che l'intelligenza, che è un dono universale, una volta stimolata, curata, nutrita con la cultura, è la chiave per farsi strada nella società dell'edonismo. Qualunque sia il punto di partenza. La cosa più importantante è il viaggio.

Per essere sempre aggiornato sugli ultimi contenuti di DeAbyDay, clicca sulla nostra Homepage!
Hobby e tempo libero
SEGUICI