C'era una volta Sharon Tate: la sua vita di amore e sangue

Notizia Notizia

L'attrice, moglie di Roman Polanski, fu brutalmente uccisa dalla “Family” di Charles Manson. Il film di Quentin Tarantino cerca di restituire l'atmosfera di quegli anni a Hollywood.

Sharon Tate torna in vita (ancora una volta) sul grande schermo. Quentin Tarantino ha costruito il suo ultimo film, Once Upon a Time in Hollywood proprio attorno all'evento più tragico del 1969: la strage di Cielo Drive. Nella notte del 9 agosto Sharon Tate, incinta all'ottavo mese, perse la vita in un brutale massacro nella sua casa di Beverly Hills per mano della “Family” di Charles Manson.

Nel film presentato alla Mostra del Cinema di Venezia, Tarantino ha raccontato l'attrice e la vittima della strage (con un risultato che non mette tutti d'accordo). Ma chi era Sharon Tate? Ecco alcune cose da sapere su di lei.

La sua storia

Nata nel 1943, Sharon Tate era la figlia di un colonnello dell'esercito. Per questo motivo i primi anni della sua vita furono un po' zingareschi: il lavoro del padre costringeva lei e la madre a spostarsi di continuo. Sharon visse anche in Italia: qui avvenne il primo incontro con il mondo del cinema, con alcuni ruoli da comparsa. Anche se non c'è traccia del suo nome nei credits, recita in Barabba.

Foto©lapresse

Tornata in America la ragazza prese in seria considerazione la carriera di attrice. All'inizio degli anni Sessanta recitò nella serie tv The Beverly Hillbillies. Poi fu il momento del grande cinema.

I suoi film

Il primo lungometraggio in cui Sharon Tate è accreditata è Cerimonia per un delitto di J. Lee Thompson (1966). Subito dopo, a dirigerla, fu quello che diventerà suo marito.

Il grande exploit da attrice fu con Roman Polanski nel 1967 con il film Per favore, non mordermi sul collo!. Il film è un omaggio, ricco di ironia, alla cinematografia vampiresca. Sharon Tate interpretava Sarah Shagal, la giovane figlia di un locandiere ebreo, rapita dal conte Von Krolock.

Foto: LaPresse

Tra gli altri film girati fino al 1969, anno della sua morte, ricordiamo Piano, piano non t'agitare (1967), La valle delle bambole (1967), Missione compiuta stop. Bacioni Matt Helm (1969), Una su 13 in cui recita accanto a Vittorio Gassman (1969, distribuito postumo).

L'ATTRICE SHARON TATE DURANTE LE RIPRESE DEL FILM " EYE OF THE DEVIL " ( CERIMONIA PER UN DELITTO ) DEL 1966/LaPresse

C'è un'altra parte, molto importante, della carriera di Sharon Tate: quella in cui ha interpretato se stessa. Nel 1967 è stata Sharon Tate in All Eyes on Sharon Tate, poi ha preso parte a Mia and Roman (1968), oltre a essere presente in due documentari per la tv. Ha partecipato anche a Wedding of the Doll (1968), Playboy After Dark e Ciao, Federico! (1971, postumo).

Il rapporto con Roman Polanski

Sharon Tate incontrò il regista Roman Polanski nel 1967. L'occasione fu il casting per il ruolo di Sarah in Per favore, non mordermi sul collo!. I due si innamorano e per entrambi iniziò la favola: feste, vita mondana, viaggi. Un anno dopo il loro primo incontro, nel 1968, si sposarono.

Foto: Photo by STR / AFP

Dopo aver recitato in Una su 13 Sharon si prende una pausa: è incinta del suo primo figlio, che non vedrà mai la luce.

La strage di Bel Air

Il 9 agosto 1969, mentre Polanski era in Inghilterra per finire di girare Rosemary's Baby, Sharon Tate si trovava nella sua casa di Bel Air, all'ottavo mese di gravidanza. Nell'abitazione di Cielo Drive, a Beverly Hills c'erano altre quattro persone: Jay Sebring, noto parrucchiere di Hollywood, Wojciech Frykowski e Abigail Folger, un aspirante scrittore e la fidanzata di lui, molto amici della coppia.

Vennero tutti massacrati senza pietà da una setta di sbandati che veneravano il demonio, le droghe e il sesso. Guru del gruppo, Charles Manson

Aspirante musicista rock con un passato criminale, durante il massacro rimase ad aspettare in macchina. Nel mentre i membri della "Family" incaricati del delitto - Charles “Tex” Watson, Susan Atkins, Patricia Krenwinkel e Linda Kasabian - sterminavano cinque persone senza nessuna pietà. Li sorpresero nel sonno. L'ultima fu Sharon Tate, che venne picchiata a sangue, tortutata con il filo di nylon e accoltelata con 16 colpi al petto e alla pancia.

La tragedia fu scoperta solo la mattina seguente da Winifred Chapman, cameriera di Sharon. Una volta giunti sul posto, gli agenti di polizia si trovarono davanti una scena agghiacciante, degna del più truce degli horror. Sulla porta della villa e sul frigorifero i poliziotti trovarono scritto con il sangue della vittime ''Pig'' e sullo specchio del bagno "Helter Skelter", espressione inglese e titolo di una canzone dei Beatles, che indica i grandi scivoli di forma elicoidale dei Luna Park.

Il cadavere del custode della villa, il primo a essere ucciso, fu trovato sulla sua automobile. I corpi dei due amici, sul vialetto esterno. Nel salotto c'erano il corpo di Sharon e quello di un altro ospite, con un cappio intorno al collo. Sul rapporto il totale dei colpi inferti alle vittime ammontava a 160 coltellate.

Sharon Tate fu sepolta nel cimitero Holy Cross, a Culver City, in California, stringendo tra le braccia il suo bambino, Paul Richard Polański.

Il film di Tarantino e quella Hollywood che non c'è più

Quentin Tarantino ha deciso di ripercorrere quella notte, ricostruendo una Hollywood che con la morte di Manson sembra scomparsa. In Once upon a time in Hollywood, in Italia dal 19 settembre, ha ricreato quella folle atmosfera. Sono passati cinquant'anni, ma la forza delle immagini parla chiaro. Il racconto di Tarantino non è incentrato sul delitto di Sharon Tate, ma si nutre dell'energia di quegli anni, raccontando una Hollywood difficile e sognatrice.

Foto: LaPresse

Sharon Tate è presente, impersonata da Margot Robbie, ma la sua figura è quasi onirica. Nella sua recensione il New York Times dice: “saltella dentro e fuori dalle immagini come una gazzella in un documentario sulla natura, parla a malapena, ma balla e cammina e va in giro per Los Angeles al rallentatore”.

Foto: LaPresse

Alcuni hanno accusato Tarantino di aver reso il personaggio di Sharon Tate piatto, quasi un oggetto sessuale. Ma Tarantino ha rispedito le critiche al mittente. «Quando parli con i suoi amici e con i suoi conoscenti, tutti raccontano la stessa cosa: parlano di una bellezza eterea, di lei come fonte di bontà e gentilezza», ha detto il creatore di Pulp Fiction.

Per essere sempre aggiornato sugli ultimi contenuti di DeAbyDay, clicca sulla nostra Homepage!
Hobby e tempo libero
SEGUICI