Narcotici Anonimi, la storia di Fabrizio

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La droga è sempre stata qualcosa a cui affidarsi per non guardare in faccia i problemi. Per Fabrizio vivere una non vita, nonostante moglie e figli, era più facile. Fino a che non ha incontrato il gruppo Narcotici Anonimi.

Fabrizio, nome di fantasia, ha sempre vissuto la droga come una stampella. “Avevo bisogno di affidare la mia vita a qualcosa di esterno”. Spinelli e poi droghe di tutti i tipi, fino all'eroina e alla cocaina in vena. Nemmeno l'amore per la sua famiglia riusciva a fermarlo. Finché non ha incontrato le storie di chi, come lui, un'esistenza se l'era negata, galleggiando in una non vita.

Narcotici Anonimi è un’Associazione internazionale di auto e mutuo aiuto per il recupero di tossicodipendenti.

Ed è da qui che Fabrizio ha deciso di ricominciare.

Sentivo di essere diverso, di non farcela da solo, di essere sbagliato. Sentivo che, per essere come gli altri, dovevo prendere qualcosa. Psicofarmaci, ecstasy, eroina, eroina in vena, cocaina in vena: un baratro per annullarmi e non sentire questo eterno disagio”, ricorda Fabrizio.

La vita ruotava tutta attorno alla droga: alzarsi la mattina e farsi per combinare qualcosa. “L'illusione era che, drogandomi, il disagio sparisse, anche quello che provavo sapendo di far male agli altri. Un massacro mentale”.

Fabrizio attraversa la vita a braccetto con le sostanze stupefacenti. Entra ed esce dalle comunità, soprattutto per il bene dei suoi cari. Si sposa ed oggi si dice “grato di essere padre e marito”. Parla piano, Fabrizio, proprio perché nell'altra stanza ci sono i suoi figli e forse sussiste ancora una tenera forma di pudore nel proteggerli dal male, anche solo raccontato.

Negli ultimi due anni di tossicodipendenza, tra cocaina ed eroina in vena, fa molti danni. “Mia moglie mi aveva portato in una comunità per cercare di calmare le acque. In questa specie di villaggio conobbi un membro di Alcolisti Anonimi, che lì faceva il barman. Mi parlò dell'associazione: passando la notte a condividere le nostre storie non pensavo più a drogarmi”.

Foto: Igor Stevanovic © 123RF.com

Inizia così la storia di Fabrizio con Narcotici Anonimi. “Il gruppo più vicino era a Montesilvano, in provincia di Pescara, e io ci sono andato sempre con quell'atteggiamento da tossico, quel 'ti faccio vedere io'”.

Ma lì Fabrizio vive qualcosa che lo smuove nel profondo: persone che si raccontano, condividono, non giudicano, e per la prima volta dà un nome alla sua dipendenza da sostanze stupefacenti. La chiama “malattia”. “Ho preso coscienza di essere malato, ma anche di avere una possibilità per arrestare la mia malattia. Da lì è riapparsa dentro di me la speranza che la tossicodipendenza stava spegnendo”.

La strada verso la rinascita

Il percorso di rinascita attraverso Narcotici Anonimi non è stato facile. Prima di tutto c'è la crisi d'astinenza, che Fabrizio vive facendo avanti e indietro tra Bari e Montesilvano. “Ero molto disperato, ma rimanendo nelle 24 ore e usando la letteratura che il gruppo mi stava offrendo gratuitamente, sono riuscito ad attenuarla. Ho ripreso il sonno dopo 5-6 mesi. E soprattutto ero certo di non voler tornare alla miseria della tossicodipendenza”.

L'altro ostacolo era la resistenza al cambiamento, quelle sì che provocano dolore. Per questo si dice che qualsiasi cosa succede bisogna continuare a tornare. Stando con gli altri, tutti questi pensieri non sfociano nel farsi di nuovo

Narcotici Anonimi mi ha restituito alla vita: non è che prima abbia vissuto più di tanto, sento di star reimparando a farlo, anche mettendomi al servizio degli altri. Che poi è l'essenza del gruppo: aiutando gli altri altri, aiutiamo noi stessi. Negli ultimi sette anni ho fatto questo. Abbiamo aperto il gruppo a Bari, a Foggia, a Cosenza. Mi sono impegnato verso gli altri per salvarmi la vita”, confessa Fabrizio.

A chi sta vivendo oggi la “non vita” di Fabrizio di tanti anni fa, lui consiglia di partecipare alle riunioni e di frequentare i gruppi, "che c'è speranza di darsi una possibilità. Perché in quella direzione – quella della tossicodipendenza – ci si lascia le penne. È una malattia progressiva, incurabile e mortale. L'unica promessa che fa Narcotici Anonimi è che l'ossessione di usare sostanze se ne va. E anche con me l'ha mantenuta”.

Foto apertura: Dmytro Sidelnikov © 123RF.com

Come contattare Narcotici Anonimi

Tutte le informazioni e i numeri di telefono sono disponibili sul sito Na-italia.org.

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