Giornata Mondiale della Felicità 2020

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La felicità ai tempi del Coronavirus. Da ritrovare ognuno nel calore della propria dimora, navigando tutti assieme verso un mondo migliore. E più felice.

 "Felicità? Una parola da mettere prima e dopo, perché avvertirla quando la vivi è difficile. Felicità è un goal di Roberto Pruzzo in rovesciata al Comunale di Torino nel 1930... o un abbraccio in famiglia", dichiarava qualche tempo fa Marco Giallini. Già, un abbraccio. Una parola che si ammanta di desiderio in questi giorni di surrealtà, dove il nostro primo pensiero del mattino e l'ultimo della sera vanno all'emergenza Coronavirus.

Gli esseri umani hanno una tendenza innata a ricercare la felicità, una ricerca che dura una vita.

MA COS'E', DAVVERO, LA FELICITA'?

Possesso materiale, benessere economico, fama, successo o potere?

In Occidente la felicità sprona il consumo. Consumo di prodotti che la società ci impone, creati per essere rapidamente obsoleti, che provocano continuamente la ricerca di nuovi desideri.
Proliferano pubblicità, filosofie dell’essere, teorie di resilienza e manuali di auto-aiuto prodotti da più o meno probabili life coach, che hanno l'obbiettivo di indicarci la giusta via per trovare la felicità.
Ma chi l'ha detto che esista una via uguale per tutti? E soprattutto: chi lo dice che abbiamo bisogno di qualcuno che ci indichi dove trovare la felicità?

LA FELICITA' E'...

.... qualcosa di strettamente personale. È un benessere soggettivo, che muta e si trasforma scandendo il ritmo di epoche, culture, periodi storici, individui.

COSA VUOL DIRE ESSERE FELICI AL TEMPO DI UNA PANDEMIA?

Vuol dire scoprire di non essere "immortali". Capire quali sono le cose che contano davvero. Ridefinire i nostri valori. È proprio questo stato di precarietà, infatti, che ci permette di ritrovare il vero significato della felicità. Che è diverso per ognuno di noi.

È arrivato il momento di sostituire la parola competizione con condivisione e cooperazione. Di costruire un progresso che non nasca dall'accumulo di beni, ma dalla costruzione di sane e costruttive relazioni fra gli esseri umani.

"Tutti gli esseri umani vogliono essere felici, ma per poter raggiungere una tale condizione bisogna cominciare col capire che cosa si intende per felicità", sosteneva il saggio filosofo francese Jean Jacques Rousseau.

E ognuno può trovarla, la felicità, all'interno della propria dimora. Nel calore di un caffè sorseggiato su un divano riscaldato dal primo sole del mattino, attorno al tavolo di un pranzo consumato finalmente in famiglia, nella videochiamata via Skype a un amico lontano, in un libro letto alla luce di una lampada o in una ricetta lunga, lunghissima, che finalmente troviamo il tempo di preparare.

PER ESSERE FELICI BISOGNA ESSERE INFELICI ...

.... conoscere il dolore, la tristezza.

Ve la ricordate Tristezza, il personaggio più amato (non a caso) di Inside Out? Non ha mai rappresentato un ostacolo, bensì la forza motrice dell'azione. In questi giorni, quindi, non sopprimete le vostre emozioni in nome di un atteggiamento positivo da sfoggiare a tutti i costi. Non nascondete la vostra tristezza dietro falsi sorrisi. Capita a tutti di sentirsi giù di morale. E la tristezza non è nient'altro che l'altra faccia di una felicità. Che presto arriverà.

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