Si può fare yoga a 50 anni? L'intervista a Marialaura Bonfanti

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Si può praticare yoga dopo i 50 anni? Abbiamo fatto una chiacchierata con Marialaura Bonfanti, insegnante di yoga e meditazione da oltre 25 anni.

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 "Lo yoga oggi per me è innanzitutto un ritorno al corpo: è essere consapevoli delle sensazioni, delle emozioni e di tutto ciò che è realtà somatica. E, con tutte le innumerevoli tecniche che può offrire, è uno strumento formidabile e fondamentale per stare bene a tutti i livelli: a livello fisico, a livello emozionale, a livello di ordine e chiarezza dei pensieri e della mente. Lo yoga è un ritorno al corpo che ci fa scoprire le sue incredibili risorse e il suo incredibile potere. Per le donne, in particolare, è uno strumento con cui cui riconnettersi a quel sentire che, mentalizzate come siamo, abbiamo perso".

Abbiamo chiesto a Marialaura Bonfanti, insegnante di yoga e meditazione, counselor e naturopata olistica con alle spalle oltre 25 anni di insegnamento, cosa fosse per lei lo yoga. E la sua risposta ha portato con sé innumerevoli altre domande alle quali cercheremo di rispondere con quest'intervista.

Perché è indubbio che lo yoga, oggi, sia una disciplina in costante crescita, soprattutto nel mondo femminile. Le donne anche mature che si avvicinano alla pratica se ne innamorano, letteralmente. E tutte coloro che hanno sentito parlare degli innumerevoli benefici che lo yoga ha sul corpo e sulla mente guardano alla disciplina con crescente curiosità. Tutti e tutte possono fare yoga? La pratica è adatta a qualsiasi età? È vero che lo yoga può migliorare la vita delle donne in menopausa? Perché lo yoga è faticoso e qual è il significato della fatica provata?

Abbiamo fatto queste domande a Marialaura Bonfanti che, oltre a essere un'insegnante di yoga, è anche un'esperta di discipline bio-naturali, tecniche per la crescita personale e il risveglio della consapevolezza.

Yoga a 50 anni: i benefici su corpo e mente

Marialaura Bonfanti

Quali sono i suoi consigli per le donne che decidono di approcciarsi alla pratica yoga in età adulta?

La ricerca dell'insegnante e del centro in cui praticare, innanzitutto. Si tratta infatti di un momento molto particolare: bisogna avere pazienza e darsi del tempo. Lo yoga è "innumerevole", così come lo sono i caratteri umani. Ogni insegnante ha il suo stile e il suo approccio e non è detto che il centro più vicino a casa sia quello più adatto a noi. Quando ci si avvicina allo yoga bisogna ascoltarsi e capire se quella è la pratica più adatta alle nostre necessità. Se, per esempio, una pratica troppo spinta ci fa rimanere sveglie di notte o ci provoca mal di schiena il giorno dopo, possiamo cambiare centro o insegnante, cercando una pratica più morbida e adatta a noi. Ci sono talmente tante strade a disposizione che è necessario avere pazienza, darsi il tempo di cercare, utilizzare il fiuto e l’istinto: a un certo punto ogni donna troverà l'insegnante che risuona nel proprio cuore e nel proprio grembo, a livello profondo e istintuale. Quella sarà l'insegnante che vi accompagnerà nel vostro percorso, o almeno, con la quale farete parte della vostra strada. L'importante è avere sempre rispetto per il proprio corpo.

E, a proposito di ricerca del centro più adatto a ciascuna di noi, per un neofita non è facile avvicinarsi alla pratica dello yoga, o almeno capire a monte quale scegliere tra tante discipline oggi a disposizione. Si sente parlare di yoga ormonale, ashtanga, vinyasa, hatha yoga: quale consiglia alle donne che si avvicinano alla pratica in età adulta?

È vero, oggi le discipline sono tantissime e gli approcci moltissimi: e questo dovrebbe stimolarci ancor di più a un ascolto profondo e, soprattutto, a una ricerca volta alla disciplina più adatta al momento della vita in cui ci troviamo. Esistono moltissime possibilità: non bisogna pensare che lo yoga sia, per esempio, solo vinyasa sfidante.

Ma non dimentichiamoci che il corpo è molto plastico e non bisogna temere di affrontare una disciplina che in realtà progredisce dolcemente sul tappetino. E le classi yoga, infatti, non sono necessariamente suddivise per livello, perché ognuna di noi - all'interno dello spazio del proprio tappetino - decide per sé qual è il limite da non superare in quel preciso momento.

Lo yoga, inoltre, non è solo ed esclusivamente asana: ci sono i movimenti del respiro, c'è il krija, ci sono i mantra e ci sono i mudra: c'è, insomma, un vero e proprio universo di consapevolezza somatica. Anche solo recitando i mantra e facendo meditazione si possono ottenere risultati incredibili: la vibrazione dei suoni sacri, puri e armonici scioglie infatti le tensioni del corpo. Noi siamo talmente abituati ad agire sul corpo che ci dimentichiamo che il corpo non è, in realtà, solo corpo fisico, ma è anche molto altro: è molto più complesso.

E, visto che parliamo di yoga in età adulta e di femminilità, non possiamo non nominare la menopausa: è vero che praticare aiuta a diminuirne i disagi?

È verissimo. Ma è bene fare anche un piccolo inciso: secondo l'ayurveda la menopausa non è un evento necessariamente traumatico. Noi, purtroppo, lo abbiamo da tempo categorizzato come una cosa che ogni donna deve aspettare con terrore, benché in realtà sia un evento assolutamente fisiologico durante il quale la donna rimane, comunque, ciclica. E, in questo scenario, lo yoga aiuta il corpo a stare in equilibrio. Senza contare che lo yoga compie un profondo automassaggio degli organi interni, dei tessuti e del tessuto connettivo. E questo automassaggio, a cui sia accompagna sia lo sviluppo della forza (e per questo ci vuole una certa dose di fatica) che della sensibilità, contribuisce per esempio a risolvere problemi di stitichezza, di tiroide, di insonnia e di ansia. Andando poi a rafforzare anche il pavimento pelvico, lo yoga è un'ottima disciplina da praticare in menopausa. Entrando in connessione con il proprio corpo, la donna in menopausa è meno spaventata di quello che il corpo propone. Quando si ha un eccesso di calore, quindi, possiamo semplicemente lasciarlo essere, consapevoli che quell'eccesso fa parte di un percorso di riequilibrio (un calo di estrogeni) che a un certo punto il corpo riuscirà a mettere in atto. Insomma lo yoga insegna a lasciar essere le cose senza spaventarsi e senza andare a cercare un rimedio istantaneo. In questo senso, anche la meditazione può essere utile.

Poco fa ha nominato la fatica. Nell’immaginario collettivo, però, lo yoga è inteso come un'attività rilassante e quasi statica. In realtà la pratica, a prescindere dalla disciplina scelta, può essere molto sfidante, soprattutto per donne che nel corso della vita hanno praticato poco sport o stretching. Perché lo yoga è faticoso? Come vincere la fatica provata?

La fatica non deve essere intesa come qualcosa di negativo. Lo yoga è prima di tutto rispetto per il proprio corpo e ognuno può trovare il proprio ritmo e il proprio limite nello spazio del proprio tappetino. Detto questo, se sentiamo che la pratica è troppo strong per noi, possiamo rivolgerci a una pratica più dolce e quindi più idonea. Se, al contrario, la pratica porta con sé una fatica semplicemente sfidante e, dopo esserci sdraiate sul tappetino in savasana si sperimenta un profondo beneficio, allora potrebbe aver senso rimanere a frequentare quella classe: è come se si stesse muovendo un'inerzia. E questo beneficio non si sperimenta solo nel savasana finale, ma anche nei giorni successivi. Perché ci si allena a trovare la propria zona di comfort.

E nello yoga è questo l'essenziale: raggiungere la centratura che rimette a contatto con l'essenza. E questo è il mio augurio per le donne mature che, anche superati i 50 anni, decidono di avvicinarsi a questa bellissima disciplina.

Foto di apertura Aleksandr Davydov © 123RF.com

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